Archive for the ‘Economia’ Category

Una ricetta per combattere la crisi: IL PRIVATO NELLA SCUOLA PUBBLICA-PARTECIPATA

23 aprile 2012

Una ricetta per combattere la crisi oggi, ma che probabilmente verrà compresa soltanto quando nel nostro Paese tutte le forze politiche predominanti e quindi quelle parlamentari diverranno sinceramente liberal e liberal-conservative, é certamente quella della parziale privatizzazione del sistema pubblico italiano e nello specifico dell’istruzione pubblica nazionale. L’istruzione é una delle materie che la nostra Costituzione come quelle di probabilmente qualsiasi Paese al mondo, assieme a difesa, sicurezza e sanità, stabilisce debba assolutamente restare pubblica poiché l’interesse in materia non può divenire speculativo o particolare di qualcuno, ma deve restare della collettività, pertanto quello di istruire le nuove generazioni. La nostra Costituzione però come tutte le altre, non parla esplicitamente del tema e lascia libera interpretazione, quindi anche la libertà di notare come spesso l’interesse privato può corrispondere con quello pubblico, oppure come in alcuni casi quest’ultimo possa trarre vantaggi dal primo.Il Popolo della Libertà per ispirazione vuol essere un partito liberale, conservatore, popolare e moderato in linea con il PPE e quindi grossomodo con ciò che dicono gli alleati europei, ma non solo, io dico: anche e soprattutto con quelli d’oltre oceano.Ebbene il concetto di interesse privato e interesse pubblico in queste nazioni, specie negli USA, cambia diametralmente, basti pensare che il sistema assicurativo sanitario era consolidato fino a un paio di anni fa quando il Presidente Obama dopo averlo messo in discussione e in parte riformato é stato tacciato di essere socialista e ora buona parte degli americani lo giudicano negativamente anche per questa mossa. Negli States vi sono ospedali appositi, cosiddetti sociali, anche per coloro che non possono permettersi l’assicurazione e ovviamente il Paese provvede a non lasciare in dietro nessuno. In Italia cose di questo genere, o come quella che stiamo per proporre sono un vero e proprio tabù, ed é considerato un sacrilegio parlare di privato nelle scuole, come di assicurazioni nella sanità, come di privatizzazione (anche parziale) delle università o del sistema idrico di distribuzione. Qualsivoglia intrusione del privato nel pubblico é vista da quasi tutto il mondo politico come chissà quale tentativo sovversivo o atto impuro ai danni dell’indipendenza e delle sovranità proprie di quel settore dello Stato o ad esso legato, quando é palese che settori come l’istruzione siano tutto meno che liberi e indipendenti dai poteri anche politici, ma che nella realtà siano invece preoccupati di dover tagliare il doppio filo che li lega ad ideologie retrograde, sindacati tradizionalmente potentissimi e partiti. Come avrete capito, sto quindi per proporvi una parziale privatizzazione del sistema scolastico italiano, non nel suo insieme complessivo nazionale, ma per quel che riguarda i singoli istituti a livello territoriale.Entrando nel merito quindi la creazione di Istituti-Società partecipate (sotto forma di SpA) sarebbe certamente uno slancio positivo per l’economia nazionale, per il libero mercato e per l’alleggerimento del debito, poi per il mercato del lavoro e per la cultura, infine una soluzione per la difficoltà a reperire fondi e per il miglioramento ultimo del sistema d’Istruzione e del sistema Paese. Privati che vadano a interferire in maniera parziale sulla didattica e sul sistema, ma che invece vadano ad investire economicamente ed idealmente nell’Istituto fino ad una partecipazione massima del 49%, il restante 51% come accade già nelle società partecipate resta in quote diverse, ma comunque suddivise tra enti locali anche a seconda delle competenze, nelle mani dello Stato. L’interesse pubblico sarebbe altissimo, l’Italia in breve tempo si vedrebbe alleggerire di notevoli costi che ad oggi deve sostenere, con una maggiore garanzia che coloro che usciranno dalle scuole abbiano un posto di lavoro poiché verranno assunti preferibilmente dalle medesime aziende che hanno finanziato la sua scuola. Le aziende investitrici oltre che pubblicizzarsi e fare pubblicità fisicamente all’interno delle scuole in questione dotate di appositi spazi, potrebbero assumere personale qualificato sulla quale preparazione hanno investito e vigilato loro stessi così da modellare il futuro lavoratore sin da giovane a seconda delle esigenze del mondo del lavoro. Il tutto così che poi il ragazzo abbia quasi certamente un posto di lavoro sicuro.
Noi, come studenti di VIS oltre che vedere in questa un’occasione utile al fine del miglioramento del sistema d’istruzione italiano, riconosciamo una concreta possibilità per i giovani e un’opportunità per il futuro dell’Italia, specialmente in questo momento di crisi.

Cordialmente,

Alessandro Bertoldi
Presidente nazionale 
VIS studentesca-PdL

Rai, Bertoldi (PdL): “Bene presidente Prov. Udine. Non si paghi più il canone!”

27 dicembre 2011

Sarebbe, come dice giustamente il presidente della Provincia di Udine, Piero Fontanini, il caso di non pagare il canone Rai quest’anno. Oltre che per i validissimi motivi localisti da lui ricordati che riguardano solo il Friuli Venezia Giulia aggiungo, sarebbe il caso di farlo in tutta Italia. Il canone oltre ad essere una tassa da Unione Sovietica, in quanto si parla di tassa di possesso e non di tassa per la fruizione di un servizio é davvero ingiusta, in più vi sono gli aumenti anche in tempo di crisi, ma stiamo scherzano il cittadino nn é la vittima da sacrificare al fine di risolvere la crisi finanziaria.
Dal canto mio, io, la mia famiglia e i miei amici non la pagheremo quest’anno, inoltre inviterò giovani e studenti e colleghi di partito a fare lo stesso finché non vi saranno serie e positivi riscontri e novità interessanti dal fronte Rai-Governo.

Intanto non paghiamo il canone, é un appello che chi lo desidera può cogliere prendendosi le sue responsabilità ed é forse l’unico modo per farsi capire!

Cordialmente,

Alessandro Bertoldi

Presidente Nazionale
Studenti le Libertà – Scuola

Dirigente PdL

Urzì su Bracher, da garantista a giustizialista alla Di Pietro, ma occupiamoci di SEL-SVP

30 novembre 2011
Non conosco l’On. Aldo Brancher, lo ricordo per qualche vicenda giudiziaria-politica, e non mi interessa entrare nel merito delle sue questioni, ma ritengo finché quest’ultimo non sia condannato in via definitiva e resti un eletto in parlamento possa continuare a ricoprire cariche di rilievo pubblico come quella attuale.
Trovo a dir poco banale, incoerente e a tratti vomitevole che Alessandro Urzì come Presidente Regionale di FUTURO E LIBERTA’ per l’Italia – FINI faccia oggi il giustizialista alla Di Pietro; quando il suo Presidente a distanza di mesi non ha ancora chiarito la vicenda della casa di Montecarlo e non intende farlo, avendo insabbiato tutto e gridato all’accanimento nei suoi confronti. Urzì era un garantista, oggi sembra un banale giustizialista che fa del populismo scadente.
La SVP non avrebbe in ogni caso titolo di lamentarsi della nomina Brancher visto quello che sta succedendo in casa sua, si tratterebbe del “bue che dice cornuto all’asino”, citando un detto popolare. Sarebbe forse il caso Alessandro si concentrasse sui problemi altoatesini e quindi caso SEL-VolksPartei, dov’è coinvolta un’azienda pubblica e non è ancora stato fatto un minimo di chiarezza a proposito di cos’è successo, ma anzi, a parer mio si aggiungo continuamente elementi che contribuiscono a creare caos di proposito.
Cordialmente,
A. Bertoldi

Governo: ‘Berlusconi resisti’ su monumento Vittoria Bolzano Giovane Italia, iniziativa concordata con on. Biancofiore

8 novembre 2011

 07 novembre, 18:31 (ANSA) – BOLZANO, 7 NOV – Alcuni esponenti di Giovane Italia hanno affisso due striscioni davanti al monumento alla Vittoria di Bolzano con le scritte ”Berlusconi resisti!” e ”Altoatesini, compriamoci il nostro debito pubblico!”, con rispettiva traduzione in tedesco. ”L’iniziativa – ha detto il coordinatore provinciale di Giovane Italia, Alessandro Bertoldi – e’ stata concordata con l’on. Michaela Biancofiore ed era in programma nei prossimi giorni, vista la situazione attuale abbiamo deciso di anticiparla”. (ANSA).

Bertoldi (PdL): “Manovra, commercianti, sbagliato liberalizzare aperture nei giorni festivi.”

21 agosto 2011
Ha ragione il vice Presidente dell’Unione commercianti dell’Alto Adige (Hds) Dado Duzzi quando dice che sarebbe un disastro permettere in tutta Italia l’apertura indisciplinata degli esercizi commerciali nei giorni festivi. Dobbiamo quindi trovare un compromesso che sia utile a consumatori, piccoli esercizi commerciali e grandi catene. Il compromesso si potrebbe facilmente trovare nel destinare alla categoria dei piccoli esercizi l’apertura in determinate giornate prestabilite e in altre sempre prefissate permettere quella delle grandi catene. Così che non si crei una concorrenza di tipo sleale tra piccole e grandi imprese e che i piccoli esercizi siano costretti a tenere aperto per un numero minore di giorni festivi come nelle loro possibilità e non per tutti. Quindi la proposta è doppia e prevede due diversi trattamenti per le due differenti categorie.
Invierò una proposta più dettagliata, queste mie osservazioni e l’invito a convocare tempestivamente le associazioni di categoria al Ministro Brambilla, informerò anche i rappresentanti che meglio conosco eletti in parlamento e nei consigli locali.
 
Ringrazio,

 

Alessandro Bertoldi

Dirigente provinciale

Popolo della Libertà

Breve lettera a un collega storico. Cambiamo questa manovra!

18 agosto 2011

Caro Antonio,

da storico liberal conservatore di FI quale sei non mi deludi mai e io da giovane liberal conservatore di FI quale sono mi trovo sempre d’accordo con Te. Tu da parlamentare, storico dirigente nazionale e di primo piano nel partito, io da Presidente naz. degli Studenti scuola del PdL ex Forza Italia. Dobbiamo mettercela tutta per cambiare la manovra a favore di una nuova ondata di privatizzazioni e di sburocraticizzazione dello Stato, eliminando ormani inutili enti come le provincie, per appaltare anche la gestione strutturale e didattica delle scuole, molti altri dovrebbero essere i cambiamenti e i tentativi, prima di mettere le mani nelle tasche degli Italiani. Noi lo sappiamo bene, ma dobbiamo ricordarlo al Presidente e a tutti gli Italiani! Sappiamo che la situazione è precaria e che forse qualche tassa particolare e speciale per fronteggiare la crisi andrà istituita, ma non dovranno essere le tasse la soluzione della crisi, questo dev’essere chiaro a tutti coloro che stanno contribuendo alla stesura della manovra. Ti sosterrò quindi anche questa volta: cambiamo la manovra!

 Speriamo in bene, altrimenti questa volta la si fa grossa.

 Ti abbraccio di cuore,

 Alessandro