BZ, Bertoldi (PdL): “Minniti si deve dimettere, richieste da Roma inique e irricevibili.”

Chiedere le dimissioni di Mauro Minniti da Presidente del Consiglio provinciale é un dovere morale per chiunque sia una persona veramente libera e il Popolo della Libertà é da sempre la casa degli uomini liberi e non dei sudditi.
Sappiamo tutti quali sono le motivazioni della mozione di sfiducia nei confronti di Minniti firmata da tutte le opposizioni e non é accettabile chiedere disciplina di partito su di un tema politico; mentre la richiesta del commissario On. Fitto, verso il quale rinnovo la mia stima, lo fa. Non é oltretutto una richiesta equa quella che fa alle due parti poiché mentre nel caso dell’On. Biancofiore sfiduciata dal partito di Holzmann si parla di un becero attacco meramente personale che si é già di fatto risolto legalmente, nel caso del Presidente del Consiglio provinciale si parla di contenuti politici che riguardano la sua condotta politica a partire dal momento della sua illegittima elezione fino ad oggi. Se il PdL ora da Roma vuol essere un partito disciplinato deve prendere posizione o quantomeno discernere le situazioni e non avanzare richieste che possono mortificare scelte politiche, persone ed elettorato come invece fa quest’ultima.
Sono profondamente convinto non solo, come accadrà, più consiglieri possibile (tutte le opposizioni) debbano votare la sfiducia al Presidente, ma che dovrebbe fare lui stesso uno scatto di coscienza ed orgoglio dimettendosi prima. Sappiamo non sarà minimamente cosí, ma comunque questa richiesta romana resta irricevibile e soltanto dannosa per il partito a livello locale, per la nostra credibilità e per la minoranza Italiana.

Cordialmente,

Alessandro Bertoldi
Dirigente prov. PdL 

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Una Risposta to “BZ, Bertoldi (PdL): “Minniti si deve dimettere, richieste da Roma inique e irricevibili.””

  1. pitzianti roberto Says:

    Telegraficamente:
    – Il consigliere Minniti ha risposto positivamente alla richiesta di sua disponibilità circa la candidatura alla Presidenza del Consiglio Provinciale formulatagli della Direzione del Partito da Roma;
    – se la sua elezione fosse stata “illegittima”(termine pesante come un macigno) non occorrerebbe passare attraverso delle azioni di viscido ostruzionismo, mozioni di sfiducia o richiesta di dimissioni ma bisognerebbe poterlo denunciare (evidentemente prendendosene le responsabilità);
    – se il suo comportamento fosse poi stato come descritto bisognerebbe dimostralo.
    Altra cosa è la posizione dell’On. Biancofiore per quanto riguarda la sua attività in Consiglio Comunale a Bolzano:
    – in questo caso è tutto certo e dimostrato il suo assenteismo cronico che crea grave pregiudizio alla credibilità del Pdl nei confronti dei propri elettori e ostacola la sua sostituzione con collega più operativo.
    Pertanto quando si parla “doveri morali” o “scatti di coscienza” bisognerebbe probabilmente guardarsi allo specchio, idem dicasi quanto si accusa il prossimo di “beceri attacchi personali”.
    Infine: la disciplina di partito non si può pretendere di gestirla a proprio piacimento e l’On. Fitto saprà trarre le giuste conclusioni.
    Roberto Pitzianti

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