CUBA – Lettera aperta a Sua Santità – A firma: CID e VIS

Alla C.A. Sua Eccellenza Benedetto XVI

Città del Vaticano, Italia

Miami, Milano, Bolzano, lí 22 marzo 2012
Gentilissima Santità,

il Vostro prossimo viaggio a Cuba è importante per la Chiesa cattolica, per il popolo e specialmente per la tirannia, che cerca di manipolare la Vostra presenza. Per queste ragioni non possiamo ignorare il significato anche politico della Vostra visita. La dirigenza cattolica a Cuba ha dichiarato che non vuole che il Vostro viaggio apostolico sia disturbato dalle parti in conflitto nella nostra nazione. Infatti valendosi di questo argomento, molti oppositori sono stati costretti ad allontanarsi dalle varie chiese cubane; tanto che all’Havana, la curia arrivò  persino a chiedere l’intervento della polizia castrista. Questo è un atto di legittimazione della stessa forza repressiva che per anni ha perseguitato, vessato, arrestato e ucciso cubani in lotta per la democrazia. Si tratta di un precedente molto grave che Reporters sans frontières e l’opposizione cubana democratica hanno condannato.
Il suo imminente arrivo ha risvegliato in molti la fiducia che Lei, Sua Santità, contribuirà a sbloccare la situazione disperata in cui vive il popolo, o perlomeno in tanti nutrono la fiducia che la sua presenza porti la Chiesa locale a supportarli moralmente. Ciò è del tutto ragionevole, le pagine più belle della Chiesa sono stati quelli in cui ha difeso e protetto i perseguitati dalla tirannia.
Il regime prevede di manipolare la vostra visita. Il prestigioso direttore della rivista “Convivenza”, Dagoberto Valdez, ha sostenuto che “il governo cubano prepara la visita del Papa impedendo alle Dame in Bianco e alla dissidenza storica di accedere ai luoghi di culto cattolici”.
La dittatura sta organizzando squadroni di seguaci armati, pronti a reprimere chi, fidando nel Vostro aiuto, durante la Vostra visita osi rivendicare i propri diritti umani e civili. L’ambasciatore cubano in Vaticano ha avuto il coraggio di dire pubblicamente: “Noi non poniamo condizioni a Sua Santità, ma naturalmente per il popolo e governo cubano sarebbe doloroso che un gruppo che non rappresenta alcuno, sono difatti dei mercenari che agiscono contro la nazione cubana, possano essere ricevuti da Sua Santità.”
Il regime di Castro è sulla strada della fine. Le sue promesse di cambiamento non hanno credibilità. Cerca il sostegno della Chiesa perché si sente sconfitto, ma nessuna manovra potrà salvare la tirannia. I cubani non si venderanno per dei miglioramenti economici. I cubani sono una genìa di uomini coraggiosi che si è forgiata con eroismo e sacrificio in una lunga guerra di indipendenza. In questa lotta contro il totalitarismo comunista, uomini come Padre Loredo e tanti altri giovani martiri giustiziati dal regime morivano gridando: Viva Cristo Re! Ci sono sacerdoti dell’isola che la gente ammira e ammirava come loro difensori.
Se l’opposizione non verrà ascoltata, ma considerata come un gruppo di “mercenari” la dittatura otterrà una vittoria di Pirro e la Chiesa soffrirà una sconfitta che tutti lamenteremo.
Con la fede in Dio e in Lei,
Comandante Huber Matos – Presidente fondatore Cuba Indipendente Democratica (CID)
Dott.ssa Amel Olivares – CID Italia

Sgr. Alessandro Bertoldi – Presidente nazionale Voce dell’Italia VIS studentesca

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