Bertoldi (PdL): “Sgarbi ha ragione, ha detto soltanto quel che pensiamo tutti. Shoah non c’entra!”

Esprimo la mia totale solidarietà politica, ideale e personale a Vittorio Sgarbi per la violenza con cui sono state accolte le sue opinioni dai principali protagonisti della scena politica altoatesina e dalla stampa. Convito che questa non gli serva perché oltre a essere nel giusto e ad aver scatenato questa polemica e riaperto il dibattito ha la vicinanza della maggior parte degli Italiani dell’Alto Adige e anche dei più intelligenti concittadini di lingua tedesca. Queste reazioni alle sue parole sono l’ennesima prova di quel che dice Sgarbi, in Alto Adige non si tollera la diversità d’ogni genere. Non si tollera l’italiano, ma neanche un semplice pensiero diverso che di fatto riassume ed esplicita il sentimento di migliaia di Italiani di lingua italiana residenti in Italia che in questo ultimo periodo hanno provato, vergogna di sentirsi ed essere tali. Non è all’interno di un ragionamento assurdo considerarli come ebrei, nulla a che vedere con la Shoah sia ben chiaro, ma che con le prime pene che i nazisti fecero provar loro denigrandoli e denigrando la loro cultura, le loro tradizioni e ricorrenze prima ancora delle leggi razziali. Anche allora come oggi veniva proibito o negato loro di celebrare le loro ricorrenze in maniera ufficiale e pubblica e vi era un personaggio autoritario e prepotente che infliggeva loro queste pene e pretendeva di infliggerle a nome di tutta la comunità facendo del bene. E’ tanto assurdo come paragone? Riflettiamoci. Oggi noi minoranza della minoranza dobbiamo stare attenti a non fare troppo rumore nel festeggiare per non disturbare qualcuno. Il paragone era azzeccato lo posso assicurare, ma prima impariamo a partecipare e a seguire l’intero discorso e non a leggere soltanto i titoli dei giornali e voler commentare. Nessuno ha mai parlato di quella Shoah, ma piuttosto di quel che successe prima, con le restrizioni alle loro libertà e con la sensazione di doversi vergognare di essere ebrei. Esattamente come oggi gli Italiani si sentono a disagio a essere tali e a festeggiare il 150° dell’Unità di quello che è anche il paese di Durnwalder, l’Italia, dalla quale prende generose indennità. Era comunque un ragionamento serio che chi non era presente non può comprendere.

 

Alessandro Bertoldi

Popolo della Libertà

Presidente nazionale

Studenti per le Libertà

SCUOLA

Coordinatore provinciale

GIOVANE ITALIA – Giovani PdL

Bolzano – Alto Adige

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