Riflessioni politiche: Il mondo guarda al centro. Una tragedia che si ripete!

La crisi internazionale, gli speculatori politico-finanziari, la società, i poteri forti, la gente. Chissà quali tra questi fattori e quanti altri hanno influenzato la politica fino a determinare la svolta centrista a cui stiamo assistendo in questi giorni e che coinvolge i governi di tutto il mondo, governi forti del consenso popolare e di una maggioranza parlamentare importante. Fino a un anno fa degli stessi governi sentivamo dire che indicavano la svolta a destra e conservatrice dell’Europa e dell’occidente intero e che anche i governi di “sinistra” erano comunque sulla strada di una politica conservatrice, come successe nei primi mesi di amministrazione Obama, applaudito dai repubblicani specie per il cambio di rotta sulla questione Afghanistan, il presidente promise di operarsi per il ritiro dell’esercito in campagna elettorale, mentre fece esattamente l’opposto. In Italia il Governo di Silvio Berlusconi era solido e continuava a promuovere la sua politica liberal-conservatrice, uguale per la cancelliere Merkel in Germania, per il Presidente Nicolas Sarkosy in Francia e per quasi tutti gli altri governi europei. Oggi, invece, troviamo la teoria della “svolta a destra” totalmente stravolta, i governi di “destra” voluti dalle maggior parte dei cittadini dei singoli paesi si trovano costretti a guardare al centro con interesse e infine quasi tutti sono costretti a piegarsi cercando l’accordo che garantisca l’intera legislatura. L’esempio più lampante è David Cameron, premier conservatore del UK che “decise”, sin dal primo momento, di formare la coalizione con Nick Clegg, leader democratico-liberale suo storico avversario, fatto inusuale per il Regno Unito dove non si creavano coalizioni da oltre 50 anni. Tornando in questi giorni agli US dove dopo la pubblicazione sulla stampa dei dati sull’aumento della disoccupazione a circa 1,6 milioni di posti di lavoro in meno rispetto al gennaio 2009 (quando si insediò il “mito” Obama), il presidente si vede costretto a cercare al Congresso un supporto anche occasionale tra le file centriste, quindi trai moderatissimi repubblicani e trai neutralisti, dopo che alcuni degli avversari interni hanno deciso di abbandonarlo. Uguale in Italia, dopo la fuoriuscita di Fini e dei suoi dalla maggioranza il presidente Berlusconi deve cercare supporto tra gli ex-amici dell’UDC e del gruppo misto cercando possibilmente di recuperare qualche “traditore” per completare la legislatura con una maggioranza solida, anche lui però deve poter contare o sperare sul centro proprio come Cameron, Merkel, Sarkosy e Obama.

Tutti nomi noti per la loro popolarità e forza politica, sarà la crisi del carisma, non credo, perché la Merkel non sembra averne molto, ma tutti hanno in comune il fatto di aver fatto politica di conservazione o addirittura di destra e oggi di essere in crisi o quasi, pur non avendo governato male, anzi.

E’ l’inizio o il ritorno, almeno per noi Italiani, alla democrazia zoppa della prima repubblica, dove i partiti più piccoli diventano decisivi e determinanti, dove nonostante la gente decida, successivamente questa decisione viene ribaltata nei palazzi dagli accordi partitici, infine il premier tornerà a esser scelto dopo le elezioni come d’altronde la coalizione.

E’ il ritorno al passato, una tragedia, l’instabilità politica per i principali paesi occidentali che saranno, in sostanza, governati da chi non rappresenta neanche un 5% dei votanti. Governi tenuti sotto scacco per mesi dai ricatti dei partitini e la volontà popolare non conterà più nulla (vedi Berlgio), purtroppo è un film già visto, un film drammatico!

Potremo quasi dire che siamo prossimi a passare dalla democrazia alla oligarchia, speriamo tutti in un miracolo.

Alessandro Bertoldi

Popolo della Liberta’

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