G-PdL, Bertoldi ancora su concerto ZetaZeroAlpha: “La SVP metta subito giù le mani dalla Questura di Bolzano!”

La SVP metta subito giù le mani dalla questura che non è di sua competenza e non riceve ordini dalle forze politiche, tanto meno da loro! Invitare il questore, attraverso una lettera, a non permettere il concerto degli ZetaZeroAlpha (non si sa poi con quali mezzi visto che è tutto regolare, forse la SVP suggerisce metodi illegali e antidemocratici?) considerando appunto quest’ultimi “estremisti” e non “fascisti” o anticostituzionali, ma soltanto estremisti appunto secondo il loro “autorevolissimo e tonante” parere. In parole povere: il concerto va impedito solo perchè la SVP considera questi ragazzi estremisti, o come giustamente piace dire agli stessi ragazzi, “non conformi”. Quindi il “partito di raccolta” prova a ordinare al questore di non permettere il concerto di chi infastidisce alcuni dei loro politici! Quelli della VolksPartei a cui assistiamo purtroppo da tempo, increduli, sono dei deliri di onnipotenza che questi dirigenti farebbero bene a non esternare e a controllare, altrimenti un giorno saremo noi a dover sedare loro, come si fa con i cavalli, stufi delle loro pretese ridicole. Hanno talmente tanto, forse quasi tutto, che non sanno più che esiste ancora qualche cosa che non è sotto il loro controllo politico-dirigenziale. Io suggerisco di lasciarli battere i piedi, nonostante la gravità della situazione, e quanto purtroppo per loro si accorgeranno di non poter avere quel che vogliono, rinizieranno a piangere tutti in coro e forse un giorno ci faranno anche il piacere di accantonare la retorica e di iniziare a pensare senza mettere di mezzo fini propagandistici-elettorali.

Alessandro Bertoldi

Coordinatore provinciale di Giovane Italia 

Giovani PdL 

BOLZANO

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6 Risposte to “G-PdL, Bertoldi ancora su concerto ZetaZeroAlpha: “La SVP metta subito giù le mani dalla Questura di Bolzano!””

  1. TiRoL Says:

    vergognati, difendere dei fascisti. ecco la vera anima del pdl locale…

  2. berto94 Says:

    Difendo la Libertà, nessun’altro.

  3. Pitocco Says:

    Al Signor Tirol che di Fascismo non solo non sa nulla, ma ha letto solo una parte della storia. Peccato, perché se ne conoscesse anche quella meno nota, perché mai raccontata e sempre tenuta gelosamente nascosta, si accorgerebbe che l’unico male del fascismo fu l’intromissione massonica che lo spinse, volente o nolente, ad entrare in guerra. Ma questa è storia, quella vera e quella che non viene MAI scritta sui giornali, perché tutti appartenenti alle stese correnti che sostennero il fascismo e che lo gettarono nel fango. Si acculturi di più e cerchi nei testi di storia quello che invece la bocca della sua pigrizia e della sua ignoranza le fanno dire.

    Ritornando all’articolo trovo invece che il mantenimento dell’architettura fascista sia da sottolineare e da evidenziare, perché l’unica, e presa anche a modello dagli altri stati europei, irripetibile e in cui i vari movimenti artistici e pittorici poterono esprimere il meglio che in altre epoche. Quella attuale, quella della democrazia popolare, ma che di popolare non ha nulla se non per il fatto che si crede di decidere per una nazione, quando in realtà non si decide nulla, non solo è vuota senza senso e limitata dal semplice oggetto come archetipo della forma e della sensazione. Andiamo un pochino in giro per le campagne, per le città e guardiamo cosa offre l’attuale archittettura: il vuoto assoluto. L’inesistenza della forma che si esprime come un cubo o come forme geometriche rasentanti la semplicità del primo vagito di un neonato: senza fomr a e senza colore.

    In 50 anni di storia e prima in 4 anni di guerra sono stati cancellati 1000 e più anni di storia e di architettura, base principale della nostra storia e de nostro futuro. Ci siamo fatti espropriare da archiettetti che non hanno mai visto una cazzuola, da gente che non sa cosa sia un’impalcatura, cosa sia il cemento o come si posizione la chiave di volta di un sesto acuto.

    Mi ascolti Signor Tirol, senza farla una cosa personale, perché non la conosco e non so chi lei sia, ma quand’anche fosse il primo cittadino dell’ Alto Adige (ex Sud-Tirolo) la pregherei di di non ascoltare le solite voice del partito e quelle dei costruttori. Ricordi che anche lei come tutti i cittadini altatesini, così come tutti gli italiani hanno una storia da rispettare, una cultura e futuro da dare ai loro figli: l’archiettura attuale è solo desolazione ed appiattimento.

  4. TiRoL Says:

    Pitocco: ma di cosa blateri? Bolzano e il SudTirolo avevano già il loro stile architettonico prima che arrivassero quei 4 ignoranti di fascistoidi che a te piacciono tanto. Fatti un giro a Innsbruck o a Vienna. altoatesino poi lo dici a qualcun’altro. sono sudtirolese e fiero di esserlo. non appiopparci una storia che non è la nostra.

  5. berto94 Says:

    Aveva la sua architettura, ma come città era piccolissima, il centro e Gries erano separati pensiamo solo a questo… anni ’50 Bolzano raggiunge i 100mila abitanti, da lì non crescerà più se non di qualche migliaia scarsa di abitanti… alla fine della guerra aveva già superato gli 80mila…

    i dati parlano di una crescita esponenziale!

    Che comunque non significa nulla…non è un encomio al fascismo assolutamente. Io sono più antifascista di Te Tirol.

  6. Pitocco Says:

    @TiRoL
    Ti posso dire che vengo spesso in Alto Adige, volgarmente chiamato Sud Tirolo, e trovo che tutti i paesi e piccole città hanno, per mia cultura, un’architettura per me affascinante. Questo il primo punto.

    Come ho già detto sopra quell che è stato fatto dal fascismo non è giudicabile con gli occhi di persone che non l’hanno vissuto e nemmeno dalle testimonianze di chi ce ne racconta la storia. Molto spesso non è la Storia, ma le loro storie, cosa ben diversa dall’oggettività di un periodo storico che nasce dalle ceneri di una Europa sconquassata da una guerra senza senso.

    Detto questo ti posso dire in aggiunta che ciò che fu fatto durante il fascismo in molte città italiane, a cominciare da Roma, fu solamente un omicidio architettonico: distruzioni del tessuto cittadino, abbattimento di palazzi antichissimi e stravolgimento di un equilibrio che fino ad allora funzionava. Sin qui, credo che la pensiamo nella stessa maniera.
    Ma il problema è un altro e non sono qui per giudicare: se allora c’erano architetti, ingeneri ed amministratori che “aumma-aumma” in odor di affari hanno sovvertito l’intero patrimonio edilizio italiano, questo non giustifica che anche oggi, per gli stessi motivi, perché non ne vedo altri, si abbatta quel poco di architettura che quel periodo ci ha lasciato.
    Sono edifici che possono non piacere, che ricordano, per i più vecchi cose, forse, tremende della guerra trascorsa, ma fanno comunque parte di una parte della nostra e loro storia.

    L’attuale architettura è non solo enucleata dal tessuto culturale ed urbano delle città, ma addirittura estranea a chi vive quei luoghi tutti i giorni. Il punto focale della questione è che molto spesso gli amministratori locali, di fondo, sono degli emeriti ignoranti, beceri ignoranti. Incapaci di mettere in linea due numeri o di leggere un libro. Supini agli interessi del partito e poco a quelli della comunità, spesso coinvolti in attività che si incrociano con quelli pubbliche. Non hanno né voglia né tempo per pensare, per migliorare e per capire, studiando che ciò che deve essere fatto deve avere un valore ben più alto che il mantenimento del semplice scranno in cui momentaneamente siedono.

    Purtroppo o per fortuna questo è il sistema che alcuni definiscono democratico, ma che personalmente ritengo sia il più volgare ed infame dei sistemi con cui prendere per i fondelli la comunità.

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