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I FUOCHI DEL DOLORE…

13 giugno 2010
L’antica festività religiosa del Sacro Cuore di Gesù risulta ancora, oggi nella sua commemorazione, profanata e occasione per estremisti e fanatici di sfogarsi e provocare oltre che urtare la sensibilità della maggior parte degli altoatesini/suedtiroler. I fuochi a forma di cuore e croce, in Alto Adige tradizione centenaria simbolo della lotta contro i franco-bavaresi, vennero ripresi nel ’66 dagli attentatori dinamitardi secessionisti e sostenitori della lotta per il tirolo unito come simbolo. La differenza? Il nemico era in casa e si chiamava, italiano.
Subito dopo quella famigerata notte del ’66 la tradizione venne sospesa e vietata per breve tempo finché non ne venne autorizzato il ripristino e difatti oggi vediamo le nostre splendide montagne illuminate da queste immagini di per se innocenti, ma che invece ripercorrono il ricordo di chi ha vissuto quegli anni e magari di chi ha perso un caro anche in nome di quei fuochi, muovono rancori e creano divisioni trai nostri giovani. Una tragedia, una ferita che ogni anno dobbiamo sentir riaprire come se qualcuno non volesse che si rimargini, senza alcun motivo, in nome di un qualche cosa che oggi non esiste più. Oggi non mi sento un vero altoatesino, ma poi penso che quelli che non lo sono realmente sono altri.
 
Alessandro Bertoldi
Coordinatore provinciale
GIOVANI PdL

2 giugno 2010

“L’Italia consolidi la sua unità, si rinnovi, divenga più moderna e più giusta”

Un augurio affettuoso a quanti vivono e operano nel nostro paese per la festa che celebriamo insieme : festa dell’Italia che si unì e si fece Stato 150 anni orsono, festa della Repubblica che il popolo scelse liberamente il 2 giugno 1946.

In questo momento, sentirsi nazione unita e solidale, sentirsi italiani, significa riconoscere come problemi di tutti noi quelli che preoccupano le famiglie in difficoltà, quelli che nei giovani suscitano, per effetto della precarietà e incertezza in cui si dibattono, pesanti interrogativi per il futuro.

Parlo dei problemi del lavoro e della vita quotidiana, dell’economia e della giustizia sociale. Stiamo attraversando, nel mondo e in particolar modo in Europa, una crisi difficile : occorre dunque un grande sforzo, fatto anche di sacrifici, per aprire all’Italia una prospettiva di sviluppo più sicuro e più forte. Per crescere di più e meglio, assicurando maggiore benessere a quanti sono rimasti più indietro, l’Italia deve crescere tutta, al Nord e al Sud. Si deve, guardando ai giovani, promuovere una migliore educazione e formazione, fare avanzare la ricerca scientifica e tecnologica, elevare la produttività del nostro sistema economico : solo così si potrà creare nuova e buona occupazione.

Il confronto tra le opposte parti politiche deve concorrere al raggiungimento di questi risultati, e non produrre solo conflitto, soltanto scontro fine a sé stesso.

Si discutano in questo spirito le decisioni che sono all’ordine del giorno; si scelga in questo spirito – nel Parlamento, nelle istituzioni regionali e locali e nella società – tra le diverse proposte che si dovranno liberamente esprimere. Ci accomuni  un forte senso delle responsabilità cui fare fronte perché l’Italia consolidi la sua unità, si rinnovi, divenga più moderna e più giusta e si dimostri capace di dare il suo contributo alla causa della pace e della giustizia nel mondo.

Buon 2 giugno a tutti.

Il Presidente della Repubblica Italiana

Giorgio Napolitano