Le Bugie castriste hanno OGGI le Gambe più corte

L’ultimo discorso apparentemente ben articolato da Raúl Castro al congresso della Gioventù Comunista non lascia alcun dubbio della disperazione che prova la gerontocrazia dinastica e comunista castrense a Cuba, perché ha capito che con i progressi della tecnologia non potrà raccontare più le solite frottole che hanno spifferato da più di mezzo secolo. Raul rimane vittima della trappola fabbricata dal fratello Fidel più di mezzo secolo fa. Vi posso garantire – e sarà la storia testimone di tale affermazione – che Castro nella seconda metà del XX secolo ricostruisce il connotato che fece diventare famigerato Goebbels. Per ciò ho capito che la più efficace battaglia contro il regime è quella di seguire ogni frase dei suoi anchilosati difensore e soprattutto quelle che emanano adesso dall’ incapace fratello del migliore discepolo di Goebbels per smontarle una dopo l’altra: “ La Revolución no dejará a nadie desamparado” (La rivoluzione non lascerà nessuno indifeso). Le notizie che grazie al progresso della tecnologia giungono da Cuba negano in maniera esplicita la affermazioni di Raul Castro: uno schiaffo alla criminale disinformazione con cui il regime cubano mediante l’uso del filtro della censura ha contaminato la storia: io la chiamo killer mediatico.

Negli ultimi mesi, tra tanti avvenimenti il mondo ha osservato le nefandezze castriste:

– Gruppi di persone guidate d’agenti dei servizi segreti che invece di andare a produrre o a leggersi un libro passavano ore davanti alla residenza del dissidente Vladimiro Roca a gridare offese e lanciare oggetti all’abitazione del signore Vladimiro. E in qualche occasione sono entrate ad aggredire direttamente Vladimiro e le donne che lo accompagnavano al digiuno in protesta alle violazioni costante da parte del regime (le violazione sono i 30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo di cui fa spesa tutta la POPOLAZIONE INDIFESA).
– Con impotenza abbiamo visto come gruppi della ciurma castrista (portano a volte anche persone limitate mentalmente ad aggredire i suoi concittadini) hanno maltrattato i blogger e pure il marito di Yoani Sánchez.
-Hanno maltrattato e perseguitato il coraggioso dissidente Jorge Luis García Antúnez) , sua moglie e altre donne del suo gruppo.. Antúnez scontò 17 anni di prigione, ma la sua decisione di lottare pacificamente e di non abbandonare il paese da molto fastidio e timore al regime.
– Hanno maltrattato le “Damas de Blanco”, familiari dei prigionieri politici
-Hanno lasciato morire il dissidente Orlando zapata Tamayo (e meno male che la Rivoluzione non lascia nessuno indifeso). Qualche ora prima della sua morte lo hanno condotto all’ospedale dell’Avana. In precedenza gli avevano negato l’acqua durante 18 giorni. Ma, qualche mese prima aveva subito un brutale pestaggio, occasionandogli lesioni interne alla testa, per cui è stato operato in prigione.
– Dopo la morte di Zapata, la madre e la sorella e alcune donne delle Damas de Blanco sono state pestate sulle strade dell’Avana.
– Qualche ora prima del discorso del fratello del Bugiardo en jefe al congresso del Gioventù, la madre di Zapata e altri dissidenti erano aggrediti dalla ciurma castrista nella città di Banes, mentre si recavano in chiesa. La signora Reina Tamayo ha individuato una infermiera che l’ha colpiva con un bastone sulla spalla e alla altezza del gomito (e meno male che nessuno è indifeso a Cuba) intanto il gruppo di dissidenti si recava in chiesa.
– Continuano i pestaggi a prigionieri nelle prigioni castriste. E le condizioni di vita dei detenuti sono completamente disumane. Il castigo per chi si rivela consiste tante volte nell’isolamento in celle in cui appena ci sta un essere umano. Di conseguenza molti – anche se lo nega il regime – optano per il suicidio. In una sola prigione del centro di Cuba, in due anni si sono suicidati sedici reclusi.
– Raul Castro – già simili giustificazioni le avevano scritte due servili giornalisti del regime, sul giornale Granma – ha detto che loro non sono responsabile della morte – in caso questa dovesse accadere – del dissidente Fariñas, ormai da più di quaranta giorni in sciopero della fame. Invece per responsabilità del regime che non accetta le richieste dei scioperanti e di milioni di persone e di molte organizzazioni di diverse latitudine possono morire varie persone della stessa maniera in cui morì Orlando Zapata perché ormai sembra che alcuni dissidenti facciano la fila per sostituire Fariñas in caso questo dovesse morire. Il dissidente, professore- ingegnere Felix Bonne Carcasés, ha dichiarato già da più di un mese la sua decisione di sostituire Fariñas. Ma Raul con le sue parole ha condannato a morte il dissidente Fariñas. Noi tutti dobbiamo lottare per evitare che questo accada. E come ha chiesto Fariñas dobbiamo denunziare il suo assassinio, che in pratica sta autorizzando Raul Castro e pure la morte di Zapata. Dice Farinas che ai governi e parlamenti del mondo bastano gli argomenti per portare la dittatura cubana al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Parlando in nome di milioni di persone che non possono scegliere i suoi governanti in liberi elezioni, Raul Castro usando una pericolosa metonimia (si riferisce al paese), disse: Antes prefiere desaparecer como lo demostramos en 1962 (prima preferisce sparire – il paese – come l’abbiamo dimostrato nel 1962). Allora, prima Fidel, adesso è Raul il padrone della vita di milioni di persone, senza che esse possano decidere o difendersi. Decidono pure sulla sorte dei nostri vicini del nord e Sudamerica: la crisi dei missili a cui fa riferimento Raul rimane una delle più irresponsabili follie che un politico abbia mai concepito. Comunque questa arroganza dei Castro indirettamente, equivale a dire al mondo: la causa del regime cubano è completamente indifendibili. Chi osa difenderci è un idiota. Ma il regime cerca di giustificare la morte dei dissidenti accusandoli di modo infame; chiamandoli delinquenti, pure dopo la morte di che compie uno dei sacrifici più ammir,evoli (avventurare la vita per la libertà) perche, ribadisco, il castrista, è “l’unico regime nella storia dell’umanità che non ha opposizione”. Perché loro, gli esponente di un governo illegittimo, non accettano che persone oneste li contestino; loro devono sostenere che gli oppositori al loro “paradiso” sono solo gli americani; e cercano con i suoi alleati in tutto il mondo– sempre in diminuzione – di screditare ogni forma di contestazione. I Castro, diranno fino alla morte, anche se resta una colossale assurdità e un cinismo senza limiti di immoralità, che i dissidenti sono mercenari. Ormai non hanno più alternative. Ma il mondo deve sapere che il vero mercenario è stato il regime cubano, che ha distrutto un paese capace e in testa alle graduatorie di sviluppo di America Latina prima dell’avvento castrista, sprecando i più di cinque miliardi di dollari che Unione Sovietica mandava ogni anno a Castro; in guerre di tutto il mondo dove mandava a morire giovanissimi ragazzi cubani con soldi dei contribuenti sovietici. Adesso i castristi hanno davanti altra missione diabolica far diventare, come ormai lo è la Venezuela di Hugo Chávez, come una volta lo fecero con l’URSS.

Con pazienza smonteremo le menzogne del castrismo usando solo l’induzione. Le proprie parole e azioni del regime. Il mondo a volte è negligente ma l’ingiustizia fa sollevare pure i più ingenui e pacifici.

Carlos Carralero,

Milano aprile 2010

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