Archive for marzo 2010

Complimenti Italia, è un voto perfetto!

31 marzo 2010

di MARCELLO VENEZIANI

Il voto perfetto. È stato un voto perfetto. Non lo dico per partito preso o perché mi piace l’esito di queste elezioni. Ma è stato un voto equilibrato, maturo, saggio perfino nell’astensionismo. Italiani, complimenti. Parlo del corpo elettorale come un corpo unico, come se l’Italia fosse una persona. Si possono non condividere e biasimare le singole intenzioni di voto, ma la somma è davvero meritevole di congratulazioni. Per cominciare, l’Italia ha deciso di non scegliere il buio ma di tenersi stretto il governo in carica. Non sarà entusiasta della situazione generale, ma con saggio realismo sa che sarebbe stato un salto nel buio bocciare Berlusconi. Non c’era una prospettiva decente, credibile e praticabile all’orizzonte, né fuori né dentro il centrodestra. E l’Italia non ha seguito il sarkoma o mal francese. Subito dopo va detto che l’Italia ha smesso saggiamente di dar peso politico alla grancassa di magistrati, giornali e tribuni della plebe, che speravano con la grottesca vicenda di Trani e poi con tutto il resto scoppiato a pochi giorni dalle urne, di ribaltare il risultato elettorale. Non ci sono riusciti, per fortuna.
Il cittadino si è tenuto stretto la sovranità popolare, non ha abdicato in favore delle oligarchie, anche sotto specie di avvoltoi. E il grado di diffidenza verso le inchieste della magistratura, o comunque la dissociazione tra la ragion politica e le responsabilità penali di taluni, ha salvato pure Vendola che aveva guidato una giunta finita nei guai con la giustizia per abusi e mazzette, donne e sanità. Se ne facciano una ragione i magistrati d’assalto: non si butta giù il governo Berlusconi con le intercettazioni, le inchieste a orologeria, i clamori pre-elettorali. Il popolo italiano è scafato. Va poi notato che la saggezza dell’elettorato ha corretto la follia burocratica, giudiziaria e politica che non era riuscita a trovare un decente rimedio per riammettere la lista del Pdl a Roma e provincia. Era un voto dimezzato, listato a lutto, per incapacità diffusa. Un’esclusione che ha pesato, eccome, ma l’elettorato laziale alla fine ha superato anche questa ingiusta esclusione, ascoltando tra l’altro anche l’anima cattolica e non dimenticando la brutta esperienza di Marrazzo. Complimenti, dove non sono riusciti tribunali e istituzioni, partiti, parlamento e governo, c’è riuscito l’elettore.
Poi, per continuare, l’Italia alle urne ha lanciato un bel segnale con l’astensionismo. Si può deprecare la scelta del singolo elettore di non andare a votare, ma il segnale complessivo è stato giusto, misurato, intelligente. È un segnale trasversale, che ha colpito a destra e a sinistra, passando per il centro e per la periferia. Indica la necessità di chiudere lo spettacolo indecente delle risse, l’inconcludenza dell’agire politico, e in positivo la necessità di avviare una stagione di concrete riforme per riconquistare la fiducia degli italiani. Non fate finta di niente.
Un bell’avvertimento l’elettorato lo ha lanciato anche a Di Pietro, dimostrando che se vuole buttarla sul voto giacobino, allora più brioso e divertente è il voto a Beppe Grillo piuttosto che ai sanculotti di Di Pietro. E la stessa rustica saggezza ha dimostrato l’Italia del nord premiando la Lega, sulle ali di Zaia e Cota, che come scrivevamo prima delle elezioni, si è dimostrata negli ultimi tempi il partito più saggio e più equilibrato, più vicino al territorio e più coerente. Saggia è stata pure la risposta a quanti volevano bocciare il centrodestra a L’Aquila per dimostrare che la gestione del dopoterremoto è stato un disastro. E invece, il centrosinistra ha dovuto lasciare la provincia al centrodestra. Ma, a costo di scandalizzarvi, dirò che è utile pure la lezione pugliese. Il centrodestra, in particolare il leader regionale Fitto, sbagliò a non cercare un accordo con la Poli Bortone e l’Udc, incaponendosi a candidare il suo fidato Rocco Palese, bravo amministratore ma non adatto a fronteggiare Nichi; e per la seconda volta si è fatto fregare da Vendola. Che questa volta aveva già fregato la faina D’Alema e il Pd, e ha vinto nonostante la sinistra, la destra, il centro e i magistrati. Non sono un vendoliano, per carità, disto anni luce dal suo «omunismo» (comunismo omosessuale, o per dirla con i beceri, del suo frociocomunismo); ma per dire un’eresia a mezza voce, non mi dispiace che gli elettori abbiano sconfitto gli apparati, e che il popolo abbia premiato un venditore di sogni politici, in forma di poesia civile. Un leader populista che ha smerciato, in piena epoca cinica, la politica come parola, come avventura, come ideale. Una piccola utopia, che smentisce la natura levantina della mia regione.
Poca attenzione l’elettorato poi ha rivolto alla Partitocrazia in servizio e ai suoi leader e partiti rimasti in seconda fila. Dico Casini, Fini, la sinistra intera. Il voto è andato a prescindere da loro, il consenso e dissenso è stato espresso su considerazioni di natura locale, personale circa i candidati, o su responsabili valutazioni generali e nazionali, ma non sulla base delle indicazioni dei Partitocrati, che non hanno contato granché. Per questo dico che il voto è stato perfetto, equilibrato, in linea con la storia del nostro Paese. Per una volta, diciamo: Brava Italia, ti sei comportata meglio della tua classe dirigente.

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da www.ilGiornale.it

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…ECCOVI IL POPOLO, della Libertà…

22 marzo 2010

MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL POPOLO DELLA LIBERTA’

20 MARZO 2010, piazza San Giovanni in Laterano, ROMA

Il Presidente Silvio Berlusconi

…dall’Alto Adige, il Popolo della Libertà: “Per potersi dire TI AMO al telefono…senza controlli!”

La colonna di pullman sul Raccordo Anulare (RM) all’uscita Anagnina, dove appunto si trovavano parcheggio (di 3mila pullman) e metropolitana.

Uno dei  maxi schermo, raffigurante Berlusconi, tra la folla in piazza San Giovanni in Laterano a Roma (chi parla di oltre 150mila partecipanti chi di quasi 1milione, io credo la verità stia nel mezzo, saremmo stati circa 500mila persone).

…il Popolo… La folla sempre in piazza San Giovanni.

Alessandro Bertoldi (alias BERTO) Coordinatore provinciale Giovani PdL – Giovane Italia in via Appia Nuova (RM).

Bertoldi (io) con Gianni Alemanno (sindaco di Roma)

Anche dall’ALTO ADIGE…

13 marzo 2010

PARTECIPA ANCHE TU alla MANIFESTAZIONE INDETTA DAL PRESIDENTE BERLUSCONI PER SABATO 20 marzo a ROMA per RIBADIRE CHE IL Popolo della Libertà c’è, facciamo sentire la NOSTRA VOCE! 
 

Sito web Popolo della Libertà

Sito web Popolo della Libertà – ALTO ADIGE

 
COME FARE: 
Contatta al più presto il numero 0471 400887 o scrivi all’indirizzo info@pdlaltoadige.it (o se preferisci scrivi a me tramite la mail alebert94@yahoo.it) e comunica la Tua partecipazione all’evento, anche attraverso Facebook; partiranno pulman da tutta la provincia che gratuitamente ci porteranno fino a Roma (e ritorno).

NON PERDERE TEMPO, il PdL sei Tu !!!

PdL- Alto Adige: NEWS

12 marzo 2010

I vertici nazionali PdL hanno rimandato per l’ennesima volta le decisioni su candidati sindaco alle comunali per Bolzano e Merano e nomina/e per coordinamento locale del partito a mercoledì. Insomma com’è loro abitudine hanno evitato di prendere posizione e di fare “torti” a uno piuttosto che all’altro, atteggiamento consueto ed intelligente dal loro punto di vista, ma fallimentare e logorante per il partito che in sede locale non ne può più di lotte intestine. Dalla riunione tenutasi giovedì a Roma nella sede di via dell’Umiltà dal coordinatore nazionale Bondi e dai responsabili degli enti locali On.Collino e On.Valducci con presenti soltanto gli esponenti locali On. Biancofiore e On. Holzmann (mancava di nuovo Urzì, italiano più votato e presidente uscente di AN) è emerso che le decisioni verranno prese, forse definitivamente, mercoledì prossimo a Roma nella riunione allargata a consiglieri comunali di Bolzano e Merano, ai consiglieri provinciali e agli ex-dirigenti AN e FI. Scelta democratica, forse un poco populista, che andrà comunque a coinvolgere più anime e più voci differenti e rappresentative si spera dell’intero partito per la prima volta tutte assieme a Roma. Io mi chiedo però, come si possa pensare di chiedere un pare a dei consiglieri comunali che sono stati eletti nel 2005 sotto i diversi simboli di Forza Italia ed Alleanza Nazionale e che magari oggi nel PdL non sarebbero più rappresentativi di nessuno e di niente, gli sessi membri di gruppi consiliari totalmente differenti da come erano composti ad inizio legislatura 5 anni fa, sarebbe sicuramente stato meglio limitare l’incontro a consiglieri provinciali e delegati congressuali del PdL gli unici che sono realmente espressione di elettorato e militanti. In ogni caso anche se personalmente avrei preferito una netta decisione ed immediata e mi infastidisce l’idea che questa sia stata ancora rimandata e che la questione si dilunghi ancora, non disdegno il criterio di mettersi ad ascoltare tutti scelto dai vertici.

Alessandro Bertoldi

Dirigente movimento giovanile PdL

Bertoldi, giovani PdL: “Centri giovanili ancora vittime di vile strumentalizzazione politica”

4 marzo 2010

Ho letto con grande interesse l’articolo dell’amico Alan Conti su questo quotidiano (ndr ALTO ADIGE), la pagina di ieri (ndr. mercoledì)del ViviBolzano titolava “Centri giovanili in crescita” e mi ha portato a fare un’attenta riflessione ed analisi politica del fenomeno “centro giovanile”. Perché il giovane sceglie il centro giovanile e cosa da il centro al giovane? Io credo che sia un luogo di svago dove ci si incontra con gli amici, insomma ci si va per passare del tempo, molto spesso tempo libero che si riempie appunto con questo tipo di attività, libera da ogni pensiero. Da giovane che si interessa di politica non ho potuto che pensare subito se esiste o no un utilizzo strumentale e politico di questi luoghi e ho tratto delle amare conclusioni, purtroppo secondo un mio veloce calcolo il 70% dei centri giovanili di Bolzano fa, spesso indirettamente o direttamente, politica. Non voglio citare nessun ‘luogo giovanile della politica’ per correttezza e perché potrei dimenticarne altri, ma se guardiamo alla situazione ci accorgiamo che la maggior parte dei centri giovanili (di cui alcuni, centri sociali) si occupano di politica legata al centro- sinistra o addirittura all’estrema sinistra e un’altra parte, ormai minoritaria, invece legata al mondo cattolico. È così quindi che la politica, indirettamente, perpetra nel mondo giovanile oggi giorno e che detta degli schemi, resta solo da chiedersi, quali schemi detta e se esiste per i giovani una reale possibilità di scegliere grazie alla pluralità che ormai va estinguendosi.

Alessandro Bertoldi

– GIOVANI PdL –

Presidente provinciale Alternativa Studentesca