Libertà? anche troppa!!!

Oggi, la Federazione nazionale della stampa manifesterà per la libertà di stampa:

Nello stesso paese dove comanda Berlusconi e dove certi giornali e certe trasmissioni non fanno altro che alimentare il gossip che lo riguarda da quando è al governo. Nello stesso paese dove per nascondere le vere problematiche dell’ Italia e non informare dell’ operato del governo si intervista in prima serata quella che si dice sia l’escort del cavaliere. Nello stesso paese dove la maggior parte della stampa manipola ed utilizza le informazioni come vuole, facendone un uso criminoso e violento contro il premier e tutto ciò che lo riguarda.

Nello stesso paese di Santoro e Travaglio, nello stesso paese degli scandali “veline”, nello stesso paese dove tutti i giorni in prima o in seconda serata vanno in onda trasmissioni di sinistra o comunque di matrice anti-berlusconiana.

Insomma nello stesso paese dove la stampa si è sostituita all’ opposizione e alla magistratura!

In questo Paese, dove tutto ciò è ridicolo e superfluo quel che manca invece è una sana e indipendente informazione, una stampa che si occupi di ciò che interessa veramente ai cittadini e quindi una stampa che approfondisca gli scandali pugliesi nella sanità, dove si operava e si installavano protesi a pazienti sani per far vendere il maggior numero di protesi possibile. La gente vuole scandali dove si parli di politici eletti implicati nel malaffare, dove la giustizia c’ entri qualche cosa, i cittadini sono stufi di sentir parlare di cosa fa il presidente del consiglio nella sua vita privata o durante il tempo libero (sempre se ne ha di tempo libero).

Cari i miei signori poi non lamentateVi se c’è la crisi della carta stampata perché non tutti gli Italiani sono disposti a buttare via 1euro al giorno per leggere menzogne, specie di questi tempi.

Concludo augurandomi che se un giorno mancherà veramente LIBERTÀ di STAMPA nel nostro paese qualche uno li stia ad ascoltare i lamenti dei giornalisti che con questa manifestazione hanno perso credibilità ed hanno solo gridato “al lupo…al lupo” !!! Ho il dovere di specificare che non tutti giornalisti si comportano in questa maniera, esistono ancora rari esempi di giornalismo indipendente e libero che spero “contagino” al più presto i loro colleghi che si sono convinti di aver trovato nella sinistra un’ alleato.

 

Alessandro Bertoldi

– GIOVANE PDL

Laives

e responsabile provinciale

ALTERNATIVA STUDENTESCA –

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4 Risposte to “Libertà? anche troppa!!!”

  1. marcolenzi Says:

    salve berto,
    perdonami l’off topic, ma visto che – presumo – tu abbia simpatie per il ministro bondi, vorrei sapere cosa ne pensi del fatto che abbia venduto a un privato russo per 130 milioni di euro l’archivio vasari. ti sarei grato se tu mi rispondessi. grazie, un cordiale saluto,
    marco lenzi

  2. marcolenzi Says:

    che fai, censuri anche chi ti porge una domanda cordialissimamente?! complimenti.

  3. berto94 Says:

    non ti ho censurato è solo che vengo poco sul mio blog personale e quindi non sono veloce a approvare i commenti !!! scusa per l’attesa…
    ________________________________________________
    Il caso
    L’archivio di Vasari
    finisce a una società russa
    Ceduto per 150 milioni. Il ministero: troppi, informiamo i magistrati

    Giorgio Vasari, nato nel 1511, è stato pittore, architetto e storico dell’arte Sopra l’affresco «Lo studio del pittore», realizzato nella sua casa aretina
    MILANO — Giorgio Vasari, il padre della Storia dell’arte ita­liana, comprò casa in Borgo San Lorentino ad Arezzo nel 1540. E vi attese a dipingerla per una de­cina d’anni, nel periodo in cui co­nobbe colui che celebrò nelle «Vi­te » (1555) come miglior dono del cielo: Michelangelo. Alla sua morte (27 giugno 1574), questa ca­sa passò agli ere­di ed è arrivata si­no a noi negli af­freschi, nelle car­te e in alcuni arre­di.

    È di ieri la noti­zia che l’ultimo proprietario dei beni della casa, Giovanni Festari, appena deceduto, ha venduto l’archivio del pittore e scrittore custodito in un arma­dio chiuso a chiave dell’abitazio­ne a una ignota società russa per l’astronomica cifra di 150 milio­ni di euro. Il passaggio di proprie­tà è stato notificato al Comune di Arezzo dalla Soprintendenza ar­chivistica della Toscana, alla qua­le, per legge, è stato reso noto. L’archivio contiene 31 filze di do­cumenti, con autografi di Vasari, lettere (tra le quali 17 di Miche­langelo) e corrispondenze con i papi (Paolo III, Giulio III, Paolo IV, Pio IV, Pio V). Ma è bene sotto­lineare che l’archivio, almeno le­galmente, non potrà spostarsi da Arezzo: gli organi dello Stato han­no da tempo disposto quanto in loro potere per salvaguardarne l’italianità. Vasari lasciò la casa agli eredi. Estinti questi la dimora passò al­la Fraternità dei laici di Arezzo e da questi all’esecutore testamen­tario Spinelli, che la tenne per la famiglia. Nel 1911 lo Stato riuscì ad acquistarne i muri, ma non i beni all’interno, che gli eredi Spi­nelli cedettero ai Festari. Si aprì una controversia, ma i Festari si videro riconosciuta in appello la proprietà delle carte. Come rispo­sta, la Sovrintendenza ha posto due vincoli: il primo consente al­le istituzioni italiane di avere di­ritto di prelazione in caso di ces­sione (da qui la cifra astronomi­ca dichiarata, e inaccessibile per Stato); il secondo, di pertinenza, rende i beni inamovibili dal luo­go dove si trovano.

    La notizia ha comunque susci­tato reazioni. Il sindaco aretino, Giuseppe Fanfani, ha chiesto che sia lo Stato a comprarlo «evitan­do che i documenti finiscano in mani straniere». E ha scritto una lettera a Berlusconi, nelle ore in cui il premier era ospite di Putin. «Se la vendita verrà confermata, il Comune chiederà una verifica degli atti alla Procura. Tutto que­sto accade — ha concluso — mentre stiamo preparando il cin­quecentenario della nascita di Va­sari ». La sovrintendente ai Beni ar­chivistici, Diana Toccafondi, sot­tolinea le perplessità sulla cifra: «Noi abbiamo prima respinto la cessione, poi posto un doppio vincolo; gli enti pubblici hanno ora 180 giorni di tempo per ac­quistarla: ma la cifra fa sospetta­re qualcosa. Comunque credo si possa rivedere la vendita, ora che Festari è deceduto». Anche il ministero esprime «perplessità, non solo per l’enormità della somma, ma soprattutto perché l’archivio Vasari, chiunque ne sia il proprietario, è soggetto ad un vincolo pertinenziale e pertanto non può essere spostato da Arez­zo. A ciò si aggiunge il fatto che il proprietario dell’archivio è de­ceduto alcuni giorni fa. Per que­sta ragione — conclude la nota — verrà informata l’Autorità giu­diziaria ».

    Pierluigi Panza
    23 ottobre 2009
    © RIPRODUZIONE RISERVATA
    _____________________________________________________________

    Leggi qui sopra non è che il mnistro Bondi ha venduto l’archivio, ha detto che non lo compra perchè costa troppo!!!

    In ogni caso l’archivio resterebbe ad Arezzo…

    🙂 ciao BERTO

  4. marcolenzi Says:

    scusami te, ci dev’essere stato un problema però, perché quando ti ho scritto della censura non avevo più trovato il mio post precedente che era in attesa di moderazione e quindi pensavo che tu lo avessi tolto.
    quanto all’archivio vasari la questione mi pare comunque molto controversa. guarda qui:

    http://www.eosarte.eu/?p=9086

    auguro comunque agli eredi festari, gente ignobile, di trascorrere il resto della loro vita passando dalla pellagra allo scorbuto all’asbestosi.
    un saluto anche a te

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