SENTIERI DIVISI: chi li divide?

Pochi si schierano contro la SVP in Alto Adige / Suedtirol e ancora meno difendono gli Italiani (cittadini di madrelingua italiana) !!!!

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Questa volta i discriminati sono cittadini italiani in Italia, il presidente della provincia di Bolzano ha offeso il 26% dei residenti e mancato di rispetto a tutte le persone di madrelingua italiana che scelgono come meta turistica per le loro vacanze l’Alto Adige. Come avrete letto e sentito anche grazie a questo quotidiano che ha dato notevole spazio agli ultimi accadimenti, alcune pro-loco sudtirolesi e l’AlpenVerein Suedtirol hanno deciso di non considerare gli altoatesini di madrelingua italiana e, di conseguenza, sui nuovi cartelli che hanno installato non compaiono i toponimi in italiano, evidentemente l’onore di fare da segnavia agli escursionisti spetta solo alla lingua di Goethe e non a quella di Dante.
Constatato ciò, chiunque avrebbe condannato la scelta dell’AVS e delle pro-loco, ma il Presidente della provincia NO, ha legittimato il monolinguismo in Alto Adige.
Ha detto che tradurre i nomi è una “falsificazione fascista”, ma ricordo a Luis Durnwalder che molti dei nomi con cui sono state chiamate le nostre città non hanno una radice etimologica tedesco/ germanica e spesso non hanno niente a che vedere con il toponimo originario.

In questi giorni molti turisti si sono giustamente lamentati e hanno simbolicamente protestato sopperendo con dei pennarelli alla mancanza dell’AVS e delle istituzioni locali, hanno corretto i cartelli aggiungendo la dicitura italiana. Io credo che la gravità della situazione non stia nel disagio che questi cartelli causano agli escursionisti che non comprendendo il tedesco e non sanno quale sentiero prendere, ma è ben più significativo il disagio/malumore interiore e psicologico che questi cartelli fanno scaturire nel singolo, il sentirsi diverso e a volte discriminato. Lo stesso malumore che ha spinto quella Persona ad aggiungere il toponimo in italiano. Non si può continuare a fuggire dai problemi ed a chinarsi al “sistema” come da troppo tempo la maggioranza dei miei concittadini di lingua italiana stanno facendo, credo che la reazione dei turisti debba essere d’ insegnamento a tutti quelli che ancora oggi credono di vivere illusionisticamente su di “un’ isola felice”.

Un saluto a Tutti e come altoatesino/ suedtiroler chiedo scusa a chi è venuto a visitare la Nostra magnifica Terra e si è sentito discriminato o/e diverso.

Alessandro Bertoldi

Giovane del Popolo della Libertà

LAIVES

Lettera al quotidiano ALTO ADIGE del 1° settembre 2009

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2 Risposte to “SENTIERI DIVISI: chi li divide?”

  1. normanno del sud Says:

    che faccia d merda sto durnwalder!!

  2. berto94 Says:

    su una cosa siamo d’accordo!!! 😉 ma una domada perchè leggi i blog dei “bambini che non capiscono una minchia” ??

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